Brevi rivoluzioni / 4. Tiny Policy, la politica a casa tua

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Inviterò a cena o per un aperitivo – molto informali, cucino io, accontentavi – tutti coloro che mi invieranno volantini o email elettorali. Sì, perché, a questo punto, non può essere solo in un senso la comunicazione, come succede con la tv; no, è necessario parlarne un attimo. Tu mi scrivi, qualcosa da dirmi ce l’hai evidentemente, sentiamo.
Del resto, se chiedi di rappresentarmi, se ti proponi come mio ‘amministratore delegato’, facciamolo questo colloquio di lavoro. Nessuna trappola, nessuno sgambetto, semplicemente un invito per una conversazione che può rimanere privata nei contenuti, nessun problema, o resa pubblica, se si vorrà.
Domande specifiche, sì, ovvio, devi quantomeno aver idea di quel che succede, delle scelte che son state fatte e di quelle che si pongono l’obiettivo di una discontinuità o di un miglioramento. Interessa soprattutto il come; no, non gli affreschi, che si ricaveranno di conseguenza, tranquillo, siamo bravi a decodificare.
Nessuna intenzione di porre questioni personali (il passo indietro o a lato per prospettive che dovevano esser più ampie rispetto alla semplice vicenda individuale son già stati fatti nella vita, altro che politica, non c’è da preoccuparsi, quindi; un po’ di visione si ha anche da qui), ma certamente l’incontro – vuoi per sensibilità, vuoi per conoscenza diretta – verterà intorno a tre/quattro questioni, non di più: lavoro/economia, sanità, cultura e formazione.
Questo per capire, ad esempio, faccio giusto un paio di esempi, se si ritiene che il solo recupero dell’evasione fiscale possa essere ‘la’ soluzione o lo si veda legato a una prospettiva degli investimenti, e quali; se occorra una definizione più attenta e più abbracciata alla contemporaneità dell’universo lavoro (che, volenti o nolenti, non è più quella di 40 anni fa) e in che modo realizzare uno o più modelli percorribili da subito – semplificazioni contrattuali, Smart Working (la qui presente e attiva da circa 10-15 anni Azienda Leggera), va bene, ma per cosa, di cosa si parla in concreto? Investimenti iniziali e benefici a lungo termine? Ecco, questi due, giusto come bozza, per iniziare.
Ovviamente, non sarà un dialogo tra me e te, ma inviterò anche chi vorrà sentire e condividere, 4/5 amici che avvertano la stessa esigenza. E inoltre si pensi al fatto di essere i primi a inaugurare la stagione della Tiny Policy (in periodo di crisi, del resto, tutto diventa più piccolo, ma le cose si devono fare lo stesso, credo; dunque dimostriamo che è possibile); si perderà qualche riflettore, pazienza (anche se tanto ormai ci fanno caso – ai riflettori – partiti, giornali e rendite; gli altri 55-56 milioni mica più tanto), ma si entrerà nell’epoca di un nuovo pionierismo: non la politica che convoca o trasmette, ma che spiega seriamente a casa tua.
Io ti invito, con molto piacere, davvero; ma non mi chiedere di firmare in bianco la tua assunzione o di venire da te, però, che ho da fare. Grazie.
Ps. Chiaro, non dovessi accettare, per me vale già come risposta. Come si diceva, siamo bravi a decodificare.
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