A proposito di elezioni / Piove anche senza nessun governo

I commenti atomici si genereranno da sé, come è dalla creazione, ma – uno – dimostreranno il loro appoggio stanco a un mondo che non è più, – due – si tradurranno in più facili editoriali di pancia, quella stessa pancia che appena un’ora fa aborrivano e che ora… (la tentazione narcisistica solletica troppo). L’habitat attuale, dunque, oltre le felci, il Boom e il bicameralismo imperfetto delle origini, è quello dei rovesci improvvisi, dei temporali dei titoli (che son anche più semplici ed economicamente più remunerativi se, soprattutto, non intendo giocarmi fino in fondo nulla).

Ti fanno riconoscibile, in linea, ti fanno già sul palcoscenico con il pubblico pronto in sala. Che vuoi fare, sei borghese di seconda generazione, dai per scontato che alla notte degli Oscar vai tu, in mondovisione. Il pudore, forse ne parlavano i nonni, e il lavoro lo han fatto gli altri, secoli e secoli fa; per te è la corsia diritta dei 100 metri o il di più che si innesta sulla rendita per la vacanza estiva, e poi poterlo raccontare, di come tu giri il mondo.

Perché devi stare bene, non sia mai che un sasso lungo il fiume… Pardòn, il ruscello abscondito della tua esistenza ne devii il corso.

Ecco, questo giusto per dirti, che se la politica – quella che vien passata per politica ora – il calcolo atomico, il titolismo di cui prima – è l’indirizzo giusto per trovare il tuo posto nel mondo (sempre perché devi stare bene), da qui si nota perfettamente che son intime sciarade le tue. Che ti fanno, né più, né meno, una sfumatura blu livida dell’esistente contemporaneo: i giovanotti a caccia di Cv in corsia di sorpasso (Renzi, Di Maio), l’assenza furba di politica, ma che se la strilli viene meglio (Salvini, Meloni), e poi i testimonial di se stessi, i problematici alchimisti, i provinciali sfacciati e tutto il resto, non son altro che tue varianti, la parte nascosta che vuoi o non vuoi vedere.

Perché è tutto nella pancia che critichi, ma quella pancia è la tua. Perché a quella latitudine la guerra non si vede e non si percepisce, la tua è una provocazione per dimostrare a te stesso di essere in vita, e allora basta una provocazione fatta al più vicino, al fratello di ieri (perché non intendo giocarmi fino in fondo nulla; ripetilo come un salmo responsoriale).

Qui, si ragiona per traiettorie, per possibilità – sai, chi è abituato al lavoro lo fa; prima perfino su sé stesso, in adolescenza (e a vent’anni smette, per pudore), poi come lavoro proprio (cercando un semplice approccio serio e un senso).

Allora, e ora più che mai, sanità e scuola pubblica tout court e in perdita (recuperi altrove, lo sai), valutare quanta autonomia hai nella tua idea di economia e di sviluppo – quella cosa che prevede soluzioni immediate e investimenti da favorire in tempi un poco più comodi -, provare a guadagnartela se non ce l’hai e ricominciare a parlare di lavoro, ché altrimenti non è dato, e a parlarne tuttavia leggendo il mondo com’è e con una comprensione di te che si spera adulta, che è entrata cioè nel salone affrescato (da un pezzo) del 2000, ben sapendo che la semplificazione di contratti e fiscalità – un tempo, tanto tempo fa, si chiamavano Jobs Act e Flat Tax, pensa – verrà più semplice e anche più giusta, non sono slogan, ma nemmeno cose tanto difficili se sai come organizzarle.

Anzi, come chiunque che lavori sa, si fa prima a farle che a raccontarle.

Dì la verità: le avevi dentro, ma non son venute fuori. Interrogato, non risponde. Sbrigati però a uscire dall’accademia, la storia è un’altra.

PS. Lascio volutamente fuori i due registi di questo fin troppo-lungometraggio: a chi conviene e la volontà politica.

Attenzione, si sta recitando da comparse per lo stesso film e senza cestino per il pranzo. E potrebbe continuare ancora per molto, molto tempo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...